La dimensione estetica dell'esistenza ha come base, appunto, il fare diventare interazione con gli altri qualsiasiinterazione del singolo con la realtà materiale. L'elemento artificiale viene visto nel suo senso più alto, come prodotto dell'interagire libero dell'uomo con la realtà materiale, e, in quanto libero,creatore di dialogo interpersonale. Bisogna riscoprire la positività antropologica del termine“artificiale”, che è sempre espressione di libertà: in fondo l'uomo stesso è un essere artificiale, nellamisura in cui è in grado di “farsi”, di autocostruirsi con le proprie azioni, nel bene e nel male;
Proprio per questo la produzione di artifici, dall'artificio tecnico (macchina) all'artificio simbolico(linguaggio), ha un intrinseco valore etico. L'artificio diventa veicolo del essere nel mondo, delessere con gli altri, dell'essere se stessi. La tecnologia diventa occasione di intreccio: la visioneestetica la redime dal pericolo, a volte da alcuni indebitamente esasperato, di sostituirsi all'uomo, ela assume in una condizione pienamente umana. La macchina stessa più si perfeziona e più sinasconde dietro il suo compito, più diventa trasparente alla sua vera finalità: l'uomo. |